krankes Machtspiel

was ist das für eine kranke Welt
in der Hass regiert und vor allem Geld?
ein Menschenleben unwichtig erscheint,
derjenige schwach ist, der Emotionen hat, weint.

Neid und Eifersucht schleichen sich um’s Eck,
auch dem Ärmsten nimmt man alles weg.
das ist der große politische Plan,
der Ottonormalverbraucher gehört eben nicht zum Klan.

er sieht auf zum Reichen, dem hinterlistigen
und merkt nicht, dass er als Marionette dient.
Angst hat er vom Ärmsten der Ärmsten
und erkennt nicht, dass er selbst in diese Richtung navigiert
wird.

was ist das für eine kranke Welt
in der wir hassen bis aufs Blut.
wir freien Lauf lassen unserer Wut
und neidig sind, weil uns jemand nicht gefällt.

zu Barbaren lassen wir uns heranerziehen.
den Leidenden sähen wir lieber tot.
Empathie bezieht sich nur auf die eigenen Kreise,
alle anderen spielen nur, haben keine Not

festgekrallt an unsere sieben Sachen
befürchten wir das Schlimmste,
aber nicht von der Spitze erkennen wir die Gefahr,
es sind Leute wie du und ich, die uns schlimmes machen.

soweit ist es gekommen in unserer Zivilgesellschaft.
auf die Schwächeren wird eingetreten.
ein Krieg zwischen den Armen in Angst und Hass
das ist für die da oben anscheinend ein heiden Spaß.

mit unserem Fehlverhalten, unserer Ignoranz und der fehlenden Menschlichkeit
sind sie es die verdienen, gewinnen und sich gönnen grenzenlose Freiheit
wir sollten uns nicht auf dieses Spiel einlassen, sondern die Augen öffnen
uns selbstverwirklichen und das kranke Spiel der Macht hinter uns lassen

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Bumsti & Co (deutsch)

es war einmal die Freiheitliche Partei
die dafür steht „Arbeit macht frei“
aber nur, wenn es die Eigenen betrifft
das Fremde muss weg, denn das ist versifft!

Hass schüren und Angst verbreiten
in der Bevölkerung, das ist klug!
denn dann muss man nicht mehr viel bestreiten,
in einem face to face Disput.

wichtig ist, zu übertreiben und die niederen Instinkte zu berühren
den Verstand zu eliminieren und die Fakten zu verdrehen
denn das Unbekannte ist stets der Feind, davor muss man sich hüten
all diese schrecklichen Migranten, berauben uns’re guten Bürger!

Familie steht an erster Stelle
Familie ist selbstverständlich klar definiert.
alles, das aus dem Rahmen falle,
wird „abgeschoben“ ungeniert.

die Fehler werden von außen herbeibracht,
doch auch an das eigene Volk wird nur bedingt gedacht.
man lässt es im Glauben, es zu beschützen,
doch wird es betrogen, wenn es nicht mehr von Nutzen.

von „Arbeit macht frei“ zu „wir kümmern uns um Österreich“
mit weniger Lohn und viel mehr Arbeit, sogleich
der Bürger braucht nicht zu viel  Freizeit,
denn sie ist eine große Gefahr, die einst angestrebte geistige Freiheit.

aufzuhussen und aufzuwiegeln ist das Rezept der dunklen Macht.
wenn die Bürger niemandem mehr vertrauen
sich die Elite ins Fäustchen lacht.
statt Probleme zu lösen und in eine klare Zukunft zu investieren,
werden sie tiefe Gräben konstruieren!

Notte Picea

il respiro pesante mi toglie il fiato
i polmoni si riempono con aria consumata
una lacrima sottolinea il rosso dei miei occhi
e il mio corpo é abulico, mi sento abbattuta

la notte picea crea un ambiente mistico
l’albero davanti la finestra mi saluta
coi suoi rami che sventolano nel ritmo del vento
portano musica nel silenzio

s’intravede la mezzaluna
con la sua luce fredda
la nuvola soffice crea una celestiale duna
cosí da posare quel corpo celeste nella nube fervida

Nascita e Morte

consegnata ad estranei
piangendo e urlando dal dolore
impotente e come un mucchietto di miseria
é esattamente come ci si sente

il corpo sembra essere fatto a pezzi
ogni muscolo si sta contraendo
non puoi scappare in questo momento
si spera soltanto che finisca presto

spogliata, nuda e vulnerabile
ci si mostra – é inevitabile
non finisce sempre bene peró
eppure vogliamo accettarlo

il passar‘ del tempo é piú forte di noi
non possiamo mai batterlo
anche se l’umano ha creato molto, e si sa
la potenza della natura prima o poi ci schiaccerá

nel dolore siamo nati
nel dolore ce ne andremo
ma come viviamo nel frattempo
lo abbiamo soltanto noi nella mano!

Bumsti & Co (versione italiana)

c’era una volta il Partito liberale austriaco
che rappresenta lo slogan „il lavoro rende libero“
importa soltanto il proprio paese
l’estraneo deve sparire, perché é lurido

attizzare l’odio e diffondere la paura
nella popolazione, sembra saggio!
perché poi non devi discutere molto
in un confronto faccia a faccia

é importante esagerare e toccare gli istinti inferiori
ed eliminare la mente e distorcere i fatti,
perché l’ignoto sará sempre il nemico, bisogna stare attento!
questi terribili migranti derubano i nostri bravi cittadini

la famiglia viene prima di tutto
la famiglia é accuratamente definita
tutto ció che é fuori dall’ordinario
con disinvoltura deve essere „deportato“

i problemi vengono portati dall’esterno
ma anche il popolo viene considerato solo marginalmente
lo si lascia nell’illusione di essere protetto
eppure viene ingannato quando non é piú utile

da „il lavoro rende liberi“ a „ci prendiamo cura dell’Austria“
meno ricompense e molto piú lavoro
il cittadino non ha bisogno di troppo tempo libero
poiché é un grande pericolo, la libertá spirituale, un tempo molto ricercata

incitare e agitare sono gli ingredienti del potere oscuro
quando i cittadini non si fidano piú di nessuno
l’élite se la ride sotto i baffi
invece di risolvere i problemi ed investire

in un limpido futuro, profonde trincee vengono costruite!

Agonia

Io sono triste
Sono cosi triste che mi manca il fiato.
e sento torcere le budella.
La pelle è dipinta di pelle d’oca
e le lacrime mi rigano lentamente la faccia.
Sento un freddo cane anche se
sto seduta con la coperta tirata su fino al mento.
Nel buio del salotto, da sola e in solitudine, penso.
Ascolto il silenzio che parla ininterrottamente.
Mi sento di perdere la terra sotto i piedi,
proprio come l’avevo sempre intuito.
Un vuoto mi assale e cado giu‘ nel profondo abisso.
Non vieni neanche a cercarmi, ti va bene cosi, lo so!
Io sono triste

violenza

le grida, le urla e uno strano rumore che mi strappa il cuore
in mille pezzi, stanno in billico sopra la mia testa.
é come un diluvio che si avvicina verso la finestra.
il sangue si gela nelle mie vene
ed é come se uno muore per via delle pene.
l’anima mia é nascosta dietro il costrutto del mio schelettro.
non ne sono sicura se non se ne giá andata
via da qui e da questo posto maledetto!
in cui mi ricordo niente di buono ma il grave sgomento.
con occhi vitrei guardo sul soffitto e cerco di abbandonare
il mondo di cui ci ricordiamo tutti.
coi suoi bei tempi ma spesso anche coi brutti.
cerco di non sentire il dolore che tenta di perforare il mio corpo.
piú mi alontano meno mi accorgo.
solo cosi riusciró a salvare la mia anima, il mio vero essere.
quando finisce questo incubo, la tortura e il malessere
andró con orgoglio, coraggio e forza in un nuovo mondo, in un nuovo borgo.

al pagamento

non posso scappare, é piú forte di me
vorrei uscire ed andarmene.
sono i demoni nella mia testa che mi incastrano con leggerezza.
lo stento e la mia pena formano forti legami e mi ancorano.
a questo mondo qui, terrestre, da cui non posso fuggire neanche se volessi
sono schiava nella sconfinata libertá, sono incastrata nel corpo, siamo connessi.
meno é spesso di piú, ma non nel reparto dell’intelligenza, sono prigioniera della mia testa e combatto come un’impazzita.
vorrei fuggire via dai miei pensieri,
che mi inseguono e costringono ad ascoltarli.
non ne sono sicura fin quando ce la posso ancora fare.
la vita mi sta proponendo una strada infinita, anche troppo lunga.
mi fa pagare di brutto e richiede l’attenzione – „venga!“ –
la mia mente e la mia opinione non valgono un gran che
perció me la devo vedere io cosa c’é
di rimasto per me e la mia esistenza patetica
che mi costa assai, vorrei farla finita.
niente peró é gratuito in questo mondo,
neanche la morte, perché se te ne vai ti costerá la vita.

l’era degli idioti

l’era degli idioti
ci porta alla contrada degli ignoti
che non é sempre piacevole
e nasconde persino brutte sorprese.

la parzialitá ci sta crollando adosso
e i sempliciotti si fanno strada
alla luce del sole senza pudore ed imbarazzo.
ha ragione colui che é piú pazzo.

cosí almeno sembra ultimamente
ormai é una dote essere demente.
nell’epoca del tutto credere senza neanche leggere
siamo assai vulnerabili e ci possiamo soltanto salvare informandoci.

guardare ai fatti e valutare bene
chiedere piú fonti, non soltanto quella conveniente.
ci vuole pazienza e persino coraggio per andare avanti,
senza perdere la testa, ci troviamo in tanti.

il ragionamento, l’educazione e la curiositá
ci salveranno la vita in questo periodo senza pietá.
l’importante é credere in se stesso, cercare la veritá e perseguire la buona strada.
non abbassare mai la testa, quando ti trovi nella merda

siamo nell’era degli idioti, tanti individui che formano un’orda!